Ufficio patriziale

Quadriennio 2018-2021

Presidente

Dario Frigerio

Vice presidente

Roberto Bernasconi

Segretaria

Giovanna Bernasconi

Membro

Mauro Prada

Membro

Davide Fontana

Membro

Stefano Mazzetti

Subentrante

Manuel Livi

Subentrante

Corrado Petraglio

 

Commissione della gestione

Presidente

Mauro Prada

Segretaria

Cristina Bernaschina

Membro

Tiziano Bossi

Membro

Gabriele Corti

Subentrante

Alessio Villa

Subentrante

Adriano Cometti

Sino ad oggi l'attività principale del Patriziato di Castel San Pietro consisteva, e consiste tuttora, nell'amministrazione dei beni territoriali vale a dire gli alpeggi, i prati e i boschi di cui esso è proprietario, sul monte Generoso, preoccupandosi per lo più di mantenere in decoroso stato di manutenzione gli immobili, delegando a terzi la cura dei prati e concedendo ai richiedenti la possibilità di approvvigionarsi di legna, da ardere o da paleria, nei vari appezzamenti boschivi. Tale situazione, sino a metà del secolo scorso, era ampiamente giustificata e sostenibile in quanto i beni elencati, nell'economia agricola rivestivano ancora la loro importanza: gli alpeggi erano caricati, i prati sfalciati per l'allevamento di animali e nei boschi ci si poteva procurare la legna per il riscaldamento domestico e la paleria occorrente alle più svariate applicazioni. Il progressivo abbandono, per ovvie ragioni di scarso reddito e di mancanza di prospettive incoraggianti, dell'attività agricola in zona di montagna, ha fatto si che anche i beni patriziali perdessero rapidamente d'importanza fino a giungere al loro abbandono, quasi totale.

L'amministrazione patriziale si è quindi forzatamente adeguata alla nuova situazione, limitandosi a provvedere al minimo indispensabile per la salvaguardia dei propri beni in quanto gli stessi non rappresentavano più né una fonte di reddito agricolo né tantomeno una ricchezza immobiliare. Da ammirare sono quindi tutti gli sforzi profusi in passato che ci permettono ancora oggi di disporre di strutture per lo meno non fatiscenti, eccenzion fatta per lo stato di incuria che caratterizza i nostri boschi. Fortunatamente sembrerebbe che ai giorni nostri qualcosa stia mutando. Un'accresciuta sensibilità ambientale, una pianificazione territoriale improntata alla salvaguardia del paesaggio, la riscoperta di valori genuini in tema di alimentazione, le conseguenze di uno smisurato consumo d'energia fossile non rinnovabile e le sempre più frequenti catastrofi naturali strettamente riconducibili all'incuria e all'abbandono del territorio, fanno si che, piano piano si materializzi una nuova presa di coscienza degli aspetti legati alla cura dello stesso. Nuovi stimoli per ritornare ad occuparsi della salvaguardia del territorio, le hanno fornite anche le numerose leggi appositamente emanate e le relative sovvenzioni messe a disposizione dalle varie istituzioni. Anche per il Patriziato di Castel San Pietro, in quanto proprietario di una vasta porzione di territorio, in una regione fra le più belle in assoluto e situata in un punto strategicamente molto favorevole, ha l'opportunità di farsi attore convinto e propositivo.